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Lezioni sui grandi artisti per bambini: Arcimboldo, Van Gogh, Kandinsky, Matisse e Degas senza copiare il quadro

9 min di lettura

Schede delle missioni Barti dedicate agli artisti stampate su un tavolo di classe, con colori, pennelli e carta colorata

«Alla maniera di Van Gogh», «alla maniera di Kandinsky»: nelle nostre scuole i grandi artisti entrano spesso così. È una bella tradizione, ma a volte la "maniera" si riduce a un modello da ricopiare, e alla fine sul muro ci sono venti notti stellate quasi uguali. Ecco le domande che insegnanti e genitori fanno più spesso sulle lezioni dedicate ai grandi artisti, con le risposte di una pittrice che si è specializzata in Italia e ha guidato per più di dieci anni laboratori d'arte per bambini.

«Alla maniera di»: che cosa vuol dire davvero

Che cosa non funziona nel classico disegno «alla maniera di Van Gogh»?

Guardare La notte stellata con la classe è un'ottima idea. Il problema nasce quando "alla maniera di" diventa "uguale a". Van Gogh la dipinse nel 1889 a Saint-Rémy-de-Provence, e se l'obiettivo è riprodurla, la riuscita si misura in somiglianza: quasi nessun bambino ci arriva, chi ci arriva si è allenato soprattutto a imitare, e i lavori finiscono per assomigliarsi tutti. La maniera di un artista non è il suo quadro più famoso: è il modo in cui lavorava. Ed è proprio quella che un bambino può fare sua.

Che cosa può prendere un bambino da un grande artista?

Una di quattro cose, e di solito ne basta una per lezione: un'idea (per Kandinsky la pittura era un linguaggio, come la musica), un modo di guardare (Degas osservava ballerine e cavalli fino a cogliere i singoli momenti di un movimento), una tecnica (le piccole pennellate ripetute di Van Gogh) o una storia (Matisse che, quando non poteva più dipingere come prima, inventò un nuovo modo di lavorare con la carta colorata). Sono tutte cose che si possono portare in un'opera nuova, che appartiene al bambino. Un quadro finito no.

Bisogna comunque mostrare il quadro originale?

Sì, e con calma. Prima di spiegare, chiedi ai bambini che cosa vedono: dove va il movimento, di che cosa è fatta l'immagine, che cosa li sorprende. La differenza sta in quello che succede dopo: il quadro apre la conversazione, non resta alla lavagna come modello. Nelle missioni Barti dedicate agli artisti la pagina classe suggerisce una riproduzione da guardare insieme all'inizio; poi l'attenzione passa al lavoro di ciascuno.

Arcimboldo, un milanese da cui partire

Perché Arcimboldo è un buon artista da cui partire con una classe italiana?

Perché è uno dei nostri, ed è un gioco. Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano intorno al 1526, lavorò come pittore di corte per gli imperatori d'Asburgo a Vienna e a Praga, e tornò a Milano, dove morì nel 1593. Le sue teste composte, come le Quattro Stagioni o il Vertumno, il ritratto dell'imperatore Rodolfo II fatto di frutta, ortaggi e fiori, sono indovinelli che i bambini vogliono risolvere: prima vedi un volto, poi vedi la pera. E non serve andare lontano per incontrarlo: L'Ortolano, che a seconda di come lo giri è una ciotola di ortaggi o un volto, è conservato a Cremona. Nella missione su Arcimboldo è Giuseppe a raccontare come vedeva volti nella frutta e nella verdura, e ogni bambino crea una testa tutta sua.

Scegliere l'artista giusto

Quali grandi artisti funzionano meglio alla scuola primaria?

Quelli il cui modo di lavorare si spiega in una frase e si prova con i materiali di classe. Le missioni Barti dedicate agli artisti partono da qui: oltre ad Arcimboldo, Kandinsky (1866–1944), che trattava colori e linee come musica; Matisse (1869–1954), che negli ultimi anni di vita creò le sue celebri carte ritagliate; Van Gogh (1853–1890), le cui pennellate si vedono e quasi si contano; e Degas (1834–1917), il pittore delle ballerine e dei cavalli da corsa. Insieme mescolano figurativo e astratto, pittura, carta e matita, e quattro secoli di storia dell'arte.

Come scelgo l'artista in base all'età?

In prima e seconda conviene partire da un'idea che è un gioco o un'emozione più che una tecnica: la musica di Kandinsky o i volti nascosti di Arcimboldo funzionano perché tra il bambino e l'idea non c'è nessuna abilità da conquistare prima. In quarta e quinta i bambini possono prendere di più dall'artista: una biografia, un modo di guardare più esigente, una tecnica da ripetere con pazienza, come con Van Gogh o Degas. Alla fine conta meno l'artista e più la profondità che chiedi. Tutte le missioni sono pensate per i 6–12 anni, e ogni guida propone una versione più facile e una più difficile.

Si può fare Kandinsky alla scuola dell'infanzia?

L'idea di Kandinsky è tra le più accessibili di tutta la storia dell'arte: non esiste la forma giusta, e si ascolta prima di disegnare. La missione Barti però è scritta per i 6–12 anni, quindi con i bambini di 4 e 5 anni dovrai guidarla di più tu e tenerla più breve.

E in quinta, che cosa si può fare su Van Gogh?

In quinta i bambini sono pronti a conoscere la persona, non solo il quadro. Van Gogh decise di diventare pittore solo nel 1880, a 27 anni, e dipinse per circa dieci anni; scrisse centinaia di lettere al fratello Theo. I più grandi possono fare proprio il suo modo di costruire un'immagine con i segni e portarlo in un soggetto scelto da loro. È il cuore della missione: Vincent racconta le sue piccole pennellate ripetute, e ogni bambino le usa in un mondo tutto suo.

Presentare un artista in pochi minuti

Come presento un artista senza fare una lezione di storia dell'arte?

Una frase su chi era e quando visse, un'immagine, un'idea. I bambini ricordano una storia e un modo di lavorare molto più di date ed elenchi di opere: la biografia può aspettare, e si comincia da ciò che useranno. Nelle missioni Barti è l'artista stesso a presentarsi: inquadrando il codice QR sulla scheda, Giuseppe, Vincent, Henri, Wassily o Edgar raccontano alla classe il loro modo di lavorare, in circa un minuto. Le stesse parole sono scritte sulla scheda, così puoi anche leggerle tu ad alta voce.

Devo essere esperta di storia dell'arte?

No. Bastano pochi fatti giusti e la serenità di dire "guardiamo meglio insieme" quando un bambino chiede qualcosa che non sai. La guida e la pagina classe ti danno l'essenziale, e il racconto dell'artista è sulla scheda.

Venti bambini, venti opere diverse

Come evito che tutti facciano lo stesso disegno?

Dai l'idea, non l'immagine. Se alla lavagna resta un esempio finito, quasi tutti puntano a quello: usa la riproduzione per guardare e parlarne, e lascia che ognuno scelga il proprio soggetto. Parla di scelte ("dove hai messo il movimento?") più che di somiglianza. Su ogni scheda Barti c'è una piccola illustrazione «per ispirarti», una spinta per cominciare e non un modello da riprodurre, e la guida ti dà domande da fare invece di un lavoro finito da mostrare. Quando i lavori vanno al muro, appendili tutti insieme, senza scegliere "il più bello".

Come valuto un lavoro ispirato a un grande artista?

Cerca le tracce dell'idea, non dell'artista. I segni si ripetono e creano movimento? Il disegno risponde alla musica? Il bambino ha osservato davvero il movimento, o ha disegnato quello che si aspettava di vedere? Ogni pagina classe ha una breve nota su che cosa osservare, e dice anche che cosa non giudicare: la precisione, la bellezza del disegno, la somiglianza con l'opera originale.

Come si collegano queste lezioni alle Indicazioni Nazionali?

In modo diretto. Per Arte e immagine, tra gli obiettivi della primaria c'è "Comprendere e apprezzare le opere d'arte", e tra i traguardi di fine primaria il bambino conosce i principali beni artistico-culturali del proprio territorio: un motivo in più per partire da un artista italiano come Arcimboldo. Ogni pagina classe indica i collegamenti con Arte e immagine e con altre discipline quando c'entrano: Musica per Kandinsky, Scienze per Degas e Arcimboldo, Educazione civica per Matisse.

Programmare un percorso

Quanto deve durare un percorso sui grandi artisti?

Cinque o sei settimane, un artista a settimana, sono una buona misura per il periodo tra due vacanze. Una lezione per artista basta, se è costruita intorno a un'idea sola; con i più grandi si può tornare sullo stesso artista una seconda volta. Il Pacchetto Artisti è un percorso pronto di cinque settimane, con una traccia da 35 a 45 minuti per ogni artista. Cominciare con Kandinsky aiuta, perché la musica coinvolge subito tutta la classe; chiudere con Arcimboldo riporta il percorso a casa nostra.

Che cosa c'è in una missione Barti sugli artisti, e quanto costa?

Una scheda per i bambini, dove l'artista racconta la missione (anche a voce, con un audio QR di circa un minuto), con la piccola illustrazione «per ispirarti»; una guida con materiali, domande e una versione più facile e una più difficile; e, con la licenza Classe, una pagina con la traccia della lezione, le varianti di gruppo, i collegamenti con le Indicazioni Nazionali e le idee per esporre i lavori. La licenza Classe, per una singola missione o per tutto il Pacchetto Artisti, permette all'insegnante che la acquista di fotocopiare le missioni per i propri alunni, anche negli anni successivi. Non ci sono video da proiettare: basta un telefono per far ascoltare l'audio. Per licenze, materiali e fatture trovi tutto nelle nostre risposte per gli insegnanti della primaria.

Funzionano anche a casa, con un solo bambino?

Sì. Con la licenza Famiglia ricevi la scheda e la guida per l'adulto, e l'artista racconta la missione grazie al codice QR proprio come in classe.

Posso provare una missione prima di acquistare?

Sì. Alcune missioni complete sono gratuite via e-mail, per esempio I Personaggi Bizzarri e Che Altro Potrebbe Essere?. Non sono dedicate agli artisti, ma ti fanno vedere com'è fatta una scheda Barti, come funziona la guida e come suona l'audio, prima di scegliere il tuo artista.

Le missioni Barti dedicate agli artisti: Kandinsky, Matisse, Van Gogh, Degas e Arcimboldo

Pacchetto Artisti · Per insegnanti · Provane una gratis

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